Rossi, gialli e arancio meravigliosi e violenti nel cielo coloravano i mei passi, verso la fine del terzo giorno di cammino il silenzio della piana di Necabahata era violato solo dal rumore dei ciuffi d’erba schiacciati al mio passaggio … l’unico mio pensiero era la sete.
Arrivai nei pressi di un albero e stremato mi accascia a terra gettando incurante “Be-Eka” il mio Didge-ri doo, la chiave del mio destino … tre giorni e nemmeno un suono ne avevo cavato.
Osservai il cielo, cominciava a trapuntarsi di stelle, i colori si mescolavano in una sottile linea violastra tra gli ultimi territori del giorno strappati a forza dalla notte.
La sete mi violentò impossessandomi, bramoso di una sola goccia d’acqua, incendiandomi il petto!
Prima che me ne rendessi conto ero seduto, le labbra premute contro “Be-Eka”, in un istante percepii le voci della mondo e le vite dell’universo e fu come un oceano di fuoco da contenere nella bocca, insopportabile!
Accadde … il fiato sgorgò potentissimo trasformandosi nel suono profondo e antichissimo dell’universo attraverso “Be-Eka” espandendosi dentro e fuori, tutto intorno a me!!!
In quell’istante venni al mondo …
